(Adnkronos) - Intanto, in Campania, un inceneritore c'e' gia': e' l'impianto di Acerra, "che fa della Campania la terza regione d'Italia per volume di rifiuti bruciati, dietro Lombardia ed Emilia Romagna, avanti rispetto al Piemonte e ad altre regioni che spesso danno lezioni alla Campania".
L'impianto di Acerra, conclude Sodano, "basta per governare la transizione che portera' a una situazione nella quale potremo fare a meno dell'incenerimento". Il tema dei termovalorizzatori, sottolinea il vicesindaco di Napoli, "viene fuori spesso perche' le lobby dell'incenerimento finanziano studi per dimostrare quanto siano utili, come sia possibile costruirli nel centro delle citta'.
Sono storielle che si sentono continuamente, ma noi pensiamo si possa fare di meglio in una citta' come Napoli, dove la realizzazione di un impianto nella zona orientale metterebbe in discussione il destino di quell'area, che prevede la bonifica e la riqualificazione urbana. Le stesse osservazioni che io e la giunta abbiamo mosso al piano regionale sono arrivate anche dall'Unione industriali".
Inoltre, aggiunge, "per mettere in funzione un inceneritore, oltre a una spesa che si aggira sui 450 milioni di euro, ci vogliono dai 4 ai 5 anni, un tempo non compatibile con le esigenze che abbiamo oggi. Napoli non puo' stare 5 anni sotto il ricatto di mafie e camorre che condizionano i trasporti e pretendono l'uso di determinate discariche".
Inoltre, aggiunge, "queste lobby hanno spesso occultato i dati delle analisi sulle immissioni in atmosfera e sul destino delle ceneri: nessuno chiede mai dove vadano a finire, se le stiamo conservando per le future generazioni".
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