Ombre pesanti sulla gestione degli appalti edilizi per importanti lavori sul territorio acerrano. È quanto emerge dalle dichiarazioni rese dal pentito Di Fiore Pasquale.
Lo spartiacque sembre essere un evento omicidi ario ben preciso. L’omicidio di Luigi Borzacchiello. Il clan De Falco-Di Fiore aveva ben in mente il fine al quale si doveva arrivare con l’eliminazione del rivale. Stroncare il polmone finanziario del clan avverso e prendere in mano la situazione legata all’edilizia locale. Borzacchiello infatti era in forte ascesa nel settore imprenditoriale, e questo aveva generato nei reggenti del clan Di Fiore forti preoccupazioni, legate al fatto che i loro avversari potendo far affidamento su una ingente quantità di denaro, avrebbero potuto facilmente annientarli.
Una volta eliminato il ‘problema’ (Borzacchiello, ndr), fu proprio Pasquale Di Fiore a prendere in mano le redini del racket, incontrando personalmente alcuni imprenditori locali, che in passato avevano affidato gran parte dei lavori edilizi ad Acerra in subappalto a Borzacchiello, intimando loro di far capo esclusivamente a lui e al suo referente Michelangelo Di Fiore per tutti i lavori sul territorio.
di arkgia













