Sotto l'albero arriva un carico di penne, accendini e calendari.
In tempi di ‘magra’ cambia anche il ‘pizzo di Natale’. La situazione economica non è delle più floride ed il tessuto produttivo locale non è di certo esente dalla crisi che attanaglia il settore.
Anche la malavita acerrana, decimata da pentimenti e dalla pressione delle forze dell’ordine, dunque, si ‘arrangia’. Grossi personaggi in giro non ce ne sono, anche se viene attenzionato col massimo riserbo qualche grande appalto. Chi deve fronteggiare l’emergenza quotidiana, abituato alle ‘vecchie tradizioni malavitose’ basate sulle tre estorsioni annue (Natale, Pasqua e Ferragosto), tuttavia, si arrangia come può. Ed ecco che al posto della vecchia tangente ‘cash’ spunta una nuova forma di ricavo, consistente nella fornitura per le festività natalizie di gadget singolari quali penne, calendari, accendini e portachiavi.
Non più una richiesta estorsiva precisa, ma la vendita di oggettini che gli stessi negozianti, successivamente, regalano ai clienti che acquistano i regali da mettere sotto l’albero. La necessità, si sa, aguzza l’ingegno. E la criminalità, in questo caso, ci sa fare. Gli 007 del commissariato di Acerra stanno seguendo il fenomeno, che presenta risvolti nuovi e per questo non semplice da fronteggiare. I commercianti fanno buon viso a cattivo gioco e prendono ‘col sorriso’ quella che resta, di fatto e per loro, solo una fornitura di oggetti da regalare ai clienti.
Il problema, però, è che gli stessi negozianti non riescono, non vogliono e non sanno dire no ad alcune persone.
Gli introiti sono discreti, a seconda del volume di affari e della grandezza dell’attività commerciale coinvolta: le cifre vanno dai 1500 ai 3mila euro.
Le imprese, però, restano un capitolo a parte. Qui di denunce manco a parlarne, a differenza di quanto avviene nella vicina Pomigliano d’Arco, dove la settimana scorsa c’è stata la ‘passeggiata antiracket’, con le associazioni di categoria che hanno accompagnato polizia (commissariato di Acerra), carabinieri, vigili urbani e guardia di finanza in un percorso tra i negozi del centro della città.
Un’iniziativa che era in programma anche ad Acerra, poi rinviata a data da destinarsi. Dalle forze dell’ordine che operano in città l’invito è sempre lo stesso: bisogna denunciare, segnalare, non per forza fare nomi e cognomi, serve anche solo il numero di targa, una descrizione, un luogo. E invece nulla. Nessuno denuncia casi di usura. Eppure l’usura c’è. Nessuno denuncia casi di estorsione. Eppure le estorsioni ci sono. Purtroppo, in concomitanza con le festività natalizie, stanno aumentando i furti e le rapine: in questi giorni è caccia soprattutto ad una banda di stranieri (albanesi o slavi) che sta seminando il terrore nelle case degli acerrani, che sorprende nel sonno gli inquilini, criminali spietati che picchiano e razziano. Un’Arancia Meccanica sbarcata improvvisamente in città. E che fa tremendamente
paura.
di Achille Talarico













