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Cultura, spettacoli e iniziative - Acerra

Gaetano Caporale, una vita per la cultura

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Si è inaugurata in Acerra, presso il Castello Baronale, Biblioteca “G. Caporale”, la mostra d'Arte contemporanea dell'artista Salvatore Nuzzo dal titolo “Gaetano Caporale, una vita per la cultura - Acerra 1815 – 1899”; l'esposizione propone opere grafiche, plastiche e di decorazione ceramica dell'artista acerrrano. 

 

All'inaugurazione vi sono stati i dotti interventi dell'ex Sindaco di Acerra dott. Tommaso Esposito e del Presidente del Museo di Pulcinella dott. Eustachio Paolicelli, mentre il Presidente della Pro Loco di Caserta dott. Francesco Giaquinto non ha potuto intervenire per motivi di lavoro. La serata di inaugurazione è stata allietata dall'intervento musicale di Rosangela Tuosto (voce) e Francesco Colella (voce e chitarra), due giovani musicisti che hanno proposto musica popolare napoletana e leggera in sintonia con la mostra.

 

L'esposizione è incentrata sulla figura di Gaetano Caporale, medico, statistico, archeologo e, soprattutto, storico della propria terra; nato da una famiglia della media borghesia ad Acerra nel 1815, studiò in seminario dove apprese le discipline letterarie e scientifiche. Si laureò in Medicina e Chirurgia ma, in seguito, si dedicò anima e corpo allo studio della Statistica; in tale materia egli operò con grande padronanza e maestria anche se da vero e proprio "pioniere". Nel 1866 divenne Professore di Statistica presso l'Istituto Tecnico di Napoli. Caporale svolse una alacre attività inerente allo studio del territorio, dell'archeologia e della storia di Acerra scrivendo di pari passo moltissimi libri riguardanti i suoi studi; in tale ambito è stato membro della Commissione conservatrice dei monumenti ed oggetti di antichità e belle arti di Arti. Fu anche storico e archeologo, membro di numerose accademie Italiane e Straniere; numerose sono state le sue pubblicazioni.

 

Gaetano Caporale morì ad Acerra nella notte fra il diciannove ed il venti gennaio 1899.  Il merito del Caporale quindi, è di essere stato un'eccellente statistico, ma anche storico della propria terra; Acerra, la città che egli ha amato in maniera viscerale e per la quale ha profuso enormi sforzi ed energie, proprio grazie all'opera di Gaetano Caporale è riuscita a recuperare la sua Storia dalla dimenticanza.  Salvatore Nuzzo, docente del Liceo d'Arte di Napoli, delinea lo storico cercando di esaltarne le sue qualità morali, oltre che di valido erudito, ed esaltando le sue caratteristiche più “nobili” e vere; il suo volto, serio ma intenso, lascia intravedere la profondità dell'uomo colto e l'energia di chi, con la sua preparazione, sonda ambiti sconosciuti offrendo spazio a mille riflessioni.

 

Con la consueta maestria, che lo contraddistingue, ne tratteggia non solo i tratti lineari e volumetrici, ma intraprende un’indagine volta a scoprire lo spessore dell'uomo; le opere diventano, così, immagini sospese nel tempo che si distendono nel silenzio spazio temporale ricche di atmosfere tese e vibranti dalla grande intensità. immagini di Gaetano Caporale, quasi ieratiche e austere, si proiettano in un'atmosfera atemporale e si arricchiscono di intensa energia che dà al personaggio un’aria evanescente ma di notevole spessore.

 

Salvatore Nuzzo, con delicata gestualità, tenta di afferrarne l’intima essenza, facendo rivivere così in un processo creativo le storiche tracce di un passato del quale è bello essere orgogliosi; egli sembra invitare il fruitore ad inchinarsi di fronte a quel uomo apprezzandone l'indiscussa valenza.   Le sue opere sono un invito per i giovani a guardare il passato della propria terra ed a conoscere i suoi maggiori rappresentanti perché solo così si può prospettare un futuro migliore; il futuro di un popolo così come di una città, infatti, non può che essere fondato sulle proprie tradizioni e sulla considerazione verso tutto il passato con gli uomini che lo hanno reso <storico>. Nel corso della manifestazione si è sottolineato come spesso si trascuri l'importanza di chi ci ha preceduto ed è bisognoso di rispetto.

 

La mostra sarà in esposizione sino al 5 gennaio 2012.

 

di Carlo Roberto Sciascia


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