Effetto bunga-bunga, voglia di proibito e crisi economica.
In un contesto del genere anche sul nostro territorio comincia a venire ‘a galla’ un fenomeno finora (s)conosciuto. Signorine, casalinghe insospettabili e pure professioniste del genere fanno di necessità virtù regalando momenti di piacere a signori perbene, imprenditori, professori, politici e studenti: tutti, all’occorrenza, ‘puttanieri occasionali’. Dal centro cittadino (vicinanze stazione ferroviaria) al quartiere ‘dormitorio’ Fondola-Spiniello, orientali, brasiliane e ruspanti casalinghe napoletane d’origine ma trasferitesi sul posto commerciano ‘in casa’ col loro corpo nel mestiere più antico del mondo.
Orario di ricevimento tarda mattinata-pomeriggio inoltrato. Poi stop. I vicini potrebbero insospettirsi. Occorrono dai 50 euro per la cinese ai 100 per la divorziata in difficoltà. Qualcosa in più, invece, per le studentesse. Dai portali Internet agli annunci sui quotidiani ‘pullula’ il mercato del sesso tra Acerra, Casalnuovo e Pomigliano: appartamenti di ultima costruzione che diventano un luogo sicuro per il sesso a pagamento.
Altra storia rispetto alle orde di nigeriane, ucraine, moldave e polacche che offrono il proprio corpo sulle strade di campagna a ridosso dei centri commerciali e del termovalorizzatore. Tutti e tutto ‘a puttane’, dunque. Come ‘a puttane’ (nel senso di finire male) rischia l’attuale amministrazione comunale, litigiosa come non mai. Dal Puc (cosa c’è dietro il terreno al parco degli Aranci?) ai Pip, dalla differenziata ai posti nella short-list per le Politiche sociali, all’incarico per il Castello Baronale (Oh che Bel Castello) è un tutti contro tutti, con tutti, però, incollati al proprio posto.
L’ultima ‘chicca’ è la piscina, divenuta un’araba fenice dai risvolti oscuri. Una crisi che non vede soluzione, un tunnel di cui non si vede l’uscita. O meglio qualcosa si vede. Il conducente con i passeggeri a bordo e una sola, inequivocabile destinazione: capolinea. E dopo 20 mesi di governo qui c’è davvero il rischio che vada ‘tutto a puttane’.
(dal numero di febbraio 2011)
di achille talarico













