Come spesso accade il periodo estivo è occasione importante di riflessione e spunto anche per qualche ragionamento ad ampio raggio sulla situazione che ci circonda. Troppo spesso la nostra città avvilita e sopraffatta finisce sotto la lente di ingrandimento per poco lodevoli circostanze o per paradossi tutti nostrani. Non è però tutto allo sfascio. Non è tutto perduto.
Se ci si ferma un attimo a considerare le tante eccellenze che nel silenzio continuano laboriosamente a dare il proprio contributo alla rinascita e risalita sociale, ci si rende conto che sotto una coltre di polvere e arrogante menefreghismo c’è un cuore pulsante che batte e si batte per un’Acerra diversa. Per un Acerra nuova. Spesso passa quasi inosservata, ma il lustro e la risonanza che riveste ad esempio la Clinica Villa dei Fiori, che con i suoi 470 dipendenti rappresenta il catalizzatore occupazionale principale in tutta l’area, seconda solo alla Fiat di Pomigliano d’Arco, è motivo di orgoglio. Una struttura che negli anni ha saputo svilupparsi nel segno dell’eccellenza e della professionalità nel campo della medicina raggiungendo posizioni di vertice nel bistrattato ambito sanitario regionale. Forse se negli anni Acerra fosse stata messa in grado di svilupparsi proprio intorno all’indotto proveniente da tale struttura ne avrebbe sicuramente giovato in termini di sviluppo economico sociale.
Altro punto di eccellenza di sicuro è rappresentato dalla raccolta differenziata, che finalmente dopo anni di deficienze e ritardi è partita spedita ed ha raggiunto risultati sbalorditivi, anche agli occhi dei più scettici e dei soliti detrattori dell’ultima ora. Segno dunque che quando la politica assolve al proprio compito di gestione e programmazione in maniera puntuale e decisa, i risultati vengono da se. La città risponde. Acerra risponde presente. È infine il caso di dare una menzione speciale ai giovani nei diplomati che hanno raggiunto la maturità con una media voto altissima. Altro che fannulloni. È dalle loro capacità che bisogna ripartire. È sulla loro voglia di emergere che occorre puntare mettendoli in condizione di divenire la futura e competente classe dirigente di questa città.
È dunque proprio da queste piccole o grandi rivoluzione che andranno poste le basi per ridare entusiasmo e rilanciare la città, che dopo le ferite d'agosto lancerà la volata per le elezioni di primavera.
di Arcangelo Giacinto













