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Ultimo aggiornamento20 mag 2012

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Le interviste del Gazzettino Locale

'Rosso relativo', compagno consigliere

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Giovanni de Laurentis,una vita a sinistra, racconta le differenze tra Esposito e Marletta. L'ex assessore alla cultura fa il punto sulla situazione politica, tra Puc, area Pip e cartelle pazze.

Qual è la differenza tra vecchia e nuova amministrazione ?
Marletta riusciva meglio e più di Esposito a tenere le redini della maggioranza. Differenza più importante che anche la vecchia amministrazione ha avuto momenti di crisi, di verifica politica ma non ha mai smesso di amministrare. La passata amministrazione nasceva su un programma politico chiaro.>

Su quali punti ?
La legalità amministrativa, l’ambiente, la lotta all’inceneritore. Ma soprattutto dal programma della passata amministrazione emergeva un’idea di città chiara, tant’è che ha elaborato il Puc, immaginando dove la propria città poteva andare. Marletta era autorevole nell’amministrare, in città e con gli enti sovra comunali. Esposito, invece, cerca di essere autoritario, almeno nei confronti delle forze che lo sostengono (vedi De Matteis e D’Anna) facendo atti senza precedenti.

La ‘sua’ amministrazione verrà ricordata dall’opinione pubblica in generale per la lotta all’inceneritore. Che sia stata vera o presunta è discorso differente. Chi mastica politica locale, invece, la ricorderà per la nuova piazza Falcone e Borsellino, per la scuola Ferrajolo, con il fattivo contributo di Enzo Falco. E poi ?

Ed anche il mio. Beh, poi voglio ricordare il Castello, la piscina (i cui lavori inizieranno a breve); ma aldilà delle singole opere, col passar del tempo si vedono i frutti del lavoro della passata amministrazione, come, per esempio, la riqualificazione di Pezzalunga.
Ma ciò che ci ha caratterizzato è stato il Puc, uno strumento per la città che dà connotati sociali ed economici utili per almeno i prossimi 20 anni. La passata amministrazione va ricordata anche per la lotta all’evasione, scelta forse impopolare che ha consentito di reperire risorse sia per realizzare interventi importanti che per l’equilibrio di Bilancio. Che fine ha fatto la lotta all’evasione ?
C’è una regressione, allora, visto che senza gli 8 mln dell’inceneritore non si sarebbe rispettato il patto di stabilità.
Secondo me, però, si rischia il dissesto finanziario dato che quelli non sono soldi certi. E poi, grazie anche al mio contributo, abbiamo dato impulso alla cultura.

Mi perdoni, ma Lei non verrò di certo ricordato come assessore alla Cultura…

Può anche darsi. Però noi facemmo uno studio di fattibilità per richiedere alla Regione il riconoscimento del parco Urbano di interesse regionale dell’area di Suessola. Questo studio fu presentato e apprezzato dalla precedente amministrazione regionale. L’atto deve essere solo approvato in giunta regionale. Noi trovammo i finanziamenti, con lo studio di fattibilità cercavamo il‘riconoscimento’. Da fine 2008 ad oggi nulla è cambiato perché nessuno è andato in Regione e se ne è interessato. Ci ha provato solo un po’ l’assessore D’Anna. Nessuno ha sollecitato questa approvazione. Ciò denota sia mancanza di autorevolezza che poca attenzione alle vicende amministrative-istituzionali. Se non si comprende che avere il riconoscimento è un’opportunità per questa città, non solo perché si salvaguarda una zona con lo status di Parco Urbano, ma in prospettiva può diventare anche volano di interesse per questo territorio, sviluppando turismo, creando indotto intorno alla cultura, che diviene qualcosa che produce, allora vuole dire che si è miopi e che non si ha una visione di prospettiva. Tra l’altro, sempre in materia di area archeologica, avevo inserito nell’ultimo Piano Triennale per le Opere Pubbliche approvato dall’amministrazione Marletta un milione di euro per l’acquisto della Casina Spinelli, sempre nella logica di mettere tasselli per dare una prospettiva: il riconoscimento è una cosa, i finanziamenti un’altra, diventare proprietari dei singoli ‘pezzi’ contenuti all’interno di questo ipotetico Parco Urbano è altro ancora.
Stanziammo questi soldi e c’era solo da andare alla Cassa Depositi e Prestiti ad accendere il mutuo. Che non fu acceso entro il 31 dicembre da questa amministrazione. La conseguenza è che i soldi che sono stati persi. Avevo ripreso anche il lavoro sul museo archeologico: completammo i lavori, in accordo con la Sovrintendenza e poi mi preoccupai di approvare in giunta un regolamento del museo che dava una nuova caratterizzazione ai musei che si trovano nel Castello Baronale. Quella che ora è una sezione archeologica del museo Civico diventava un museo archeologico a se stante. Questo perché un museo archeologico ha bisogno di un alto grado di scientificità, di una struttura organizzata propria e non può essere una sezione distaccata di qualche altra cosa. Quest’atto dovrebbe andare in consiglio comunale, ma in una discussione avvenuta in Commissione ci fu riferito che il sindaco aveva un’idea diversa e non sappiamo nemmeno se stanno continuando i rapporti con la Sovrintendenza per arrivare ad aprire il museo archeologico. Io proponevo di renderlo autonomo, per dare rigore, scientificità e prestigio a questa struttura e magari creare anche qualche altro posto di lavoro.

Ma se avete fatto tante cose buone perché vi hanno mandato a casa ?

Lo chieda ai 21 consiglieri che si dimisero. Non hanno mai detto pubblicamente la verità. Certo la cronaca racconta che Marletta è stato mandato a casa a una settimana dalla predisposizione in giunta del Puc e a un mese dall’inaugurazione dell’inceneritore.

Perché quest’amministrazione non porta avanti il Puc ?

Qualcuno non ha capito il Puc, qualcun altro vuole tutelare interessi particolari. Interessi magari anche legittimi, ma pur sempre particolari, quando una forza politica dovrebbe badare agli interessi generali, non a chi appartiene il singolo terreno, ma qual è l’idea di città che vuole emergere. Tante discussioni sui comparti senza comprendere che in quell’ambito viene introdotta un’idea diversa di sviluppo urbanistico, cioè regolamentata dal pubblico che diventa il garante del rispetto di regole e normative.

Cosa non va in questa amministrazione ?

Questa è un’amministrazione politicamente eterogenea. La presenza di Udc e Adc non è un arricchimento per lo schieramento, ma un impoverimento del senso politico di esso.

Ma qualcuno degli attuali Adc e Udc era alleato vostro ?

Alcune persone sì, che non avevano ancora trovato la loro collocazione politica. Questa amministrazione non ha un progetto politico chiaro, un programma amministrativo inesistente, poco spirito di solidarietà reciproca nonché zero entusiasmo. Dal primo giorno sono litigiosi e poi c’è un tale pressapochismo, non c’è capacità di amministrare.

Il sindaco è ostaggio della maggioranza o la maggioranza è ostaggio del sindaco ?

Sono vere entrambe. Qualsiasi ipotesi di rilancio del sindaco verrebbe bloccata dagli alleati: troppi gli equilibri da tenere conto. Non se ne esce: questa amministrazione ha già esaurito il suo ciclo vitale.
Qualsiasi cosa che può essere fatta per superare la crisi risulta solo essere un’alchimia politica: avanti per qualche mese e poi nuova crisi.

Straordinari  e denunce, che idea si è fatto ?

Mi auguro che i dipendenti riescano a dimostrare la loro estraneità. Certo però è un campanello d’allarme di come non si sta curando l’organizzazione della macchina comunale confondendo spesso le funzioni. Negli incartamenti ricevuti come consigliere ci sono due note di due diversi assessori, Crimaldi e la Verone, che scrivono di autorizzare lo straordinario a dei dipendenti, confondendo l’indirizzo politico con la gestione.

In questi giorni stanno arrivando le cartelle dell’acqua (dall’Inpa) riferito soprattutto al periodo 2004-2006. In realtà c’è pure qualcosa del ’99. Confusione assoluta ? Colpo di coda ?

Quando eravamo noi ad amministrare ci furono già sottoposte queste bollette e subito notammo qualcosa di anomalo per cui chiedemmo alla società di fare ulteriori approfondimenti. Non so se queste cartelle siano frutto del controllo che avevamo richiesto.

La Misia, creata dalla ‘sua’ amministrazione, rischia di andare a rotoli. Di chi le responsabilità ?

Il futuro della Misia rischia di essere a tinte fosche. Nessuno, sindaco compreso, si è degnato di trasmetterci il nuovo piano industriale. Nessuno ha interesse ad affrontare la questione, come se i lavoratori fossero di serie B e non da tutelare, tant’è che non sono stati affidati altri servizi, non è stato costituito un cda che si occupasse solo della Misia e non ci si pone il problema degli stipendi arretrati.

A che punto è l’area PIP ?

Ho chiesto di discuterne nella Commissione Attività Produttive, col presidente solerte nella convocazione e la presenza del dirigente Santoro, forse il dirigente che risponde sempre alle convocazioni nelle Commissioni. La discussione è stata molto interessante, dopo tanto lavoro degli uffici (recupero anomalie negli espropri e completamento di alcune parti), si è riusciti ad avere il terzo lotto funzionale, completo a tutti gli effetti e che può essere assegnato.
Ora c’è da ragionare su quali sono i criteri per assegnare questi lotti e soprattutto la forma di gestione. Tutto ciò avrebbe bisogno di un’amministrazione all’altezza del compito, coesa, politicamente omogenea, con le idee chiare ed autorevole, ma è su questo che io ravviso i problemi più grossi con il rischio che anche sull’are Pip si marchi una battuta d’arresto, un congelamento di tutto, mentre quell’area è di enorme interesse economico per questa città. Se vogliamo parlare del rilancio dell’economia ad Acerra, non possiamo prescindere dall’area Pip che per come è strutturata e per dove è allocata riveste un interesse enorme.


di at


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