Per la seconda volta ricopre l’incarico di presidente del consiglio comunale, dopo aver riportato per due tornate elettorali consecutive il maggior numero di preferenze personali: Raffaele Lettieri, per molti tra gli addetti ai lavori, è il leader indiscusso della politica locale. Quello con cui, in pratica, prima o poi bisogna fare i conti e confrontarsi.
Anche con Tommaso Esposito Lei sostiene un’amministrazione di centrosinistra, ma allo stesso tempo, Le si riconosce, da esponente dell’area moderata, una capacità di dialogo e di contatto anche con l’opposizione. L’obiettivo qual è? Chi è il Suo interlocutore dell’opposizione?
Io dialogo con tutti i consiglieri comunali per il mio ruolo istituzionale di presidente del consiglio comunale. Gli interlocutori sono i presidenti dei gruppi consiliari e non c’è alcun rapporto privilegiato con nessuno.
Questa maggioranza ha avuto delle difficoltà di stabilità politica interna fin dalla sua nascita (come ha riferito lo stesso sindaco in un recente convegno) con Adc che ha provato sempre a tenere una posizione per salvaguardare gli equilibri interni. Alla luce dell’intenzione del sindaco di portare in giunta provvedimenti (non discussi prima al tavolo politico) sulla Misia, per esempio, e sull’organico comunale e dirigenziale, crede che questi equilibri si possano definitivamente spezzare?
Mi fa piacere che anche dall’esterno sia evidente che il gruppo consiliare Adc abbia profuso tutti gli sforzi possibili per amministrare Acerra e per dare la possibilità al sindaco Esposito di andare avanti. L’Alleanza di centro lo ha fatto rinunciando anche all’affermazione di proprie specifiche posizioni per salvaguardare la coalizione. Non ho conoscenza di specifici atti che devono essere portati all’attenzione della giunta. E poi per quanto riguarda la questione degli equilibri interni si potrebbero spezzare solo davanti a scelte che vadano contro gli interessi della città.
Crede che ci siano ancora le possibilità per entrare nella gestione del termovalorizzatore? A ‘guadagnarci’ sarebbe la città.
I cittadini della Campania fin dall’inizio hanno avuto titubanze sulla gestione dell’intero ciclo dei rifiuti e devo dire a ragion veduta anche per quanto emerso dal lavoro della magistratura. Il nostro interesse deve restare la salvaguardia della salute dei cittadini che possono rivedere una posizione oltranzista solo di fronte a nuove assicurazioni sulla qualità dell’impianto per il quale, se necessario, si dovrà pensare anche a nuove modifiche.
Da politico e da tecnico affermato qual è la posizione rispetto a problematiche quali il Puc e i sottotetti (conformi e non conformi)?
Il Puc si deve approvare perchè non esiste peggior danno della edificazione senza regole. Il consiglio comunale precedente ha legiferato in maniera integerrima sui sottotetti modificando le norme precedenti fatte a cavallo degli anni ‘90. La politica diventa classe dirigente quando scrive le regole e mette in condizione gli operatori del settore di lavorare fuori dall’ambiguità. Su quelli conformi ha deciso la Regione Campania, per quelli difformi non so se sia facoltà delle autonomie locali legiferare in materia.
Con l’assessorato Adc sembrerebbe in dirittura d’arrivo la partenza della differenziata. Quali sono state le difficoltà maggiori? Entrando nel tecnico, Lei ritiene la ditta incaricata di effettuare il servizio sia affidabile? Non crede che tra start-up e piano di comunicazione si siano spesi un po’ troppi soldi? Anzi, ci chiarisce definitivamente quanto è stato speso per queste due voci? E’ vero che per la comunicazione ci sarà un esborso da parte dell’ente di 180mila euro: non crede sia eccessivo visto che Ferrari e Fiat per cinque mesi di comunicazione spendono di meno? E poi era indispensabile affidarne la gestione ad una società salernitana?
Sono il presidente del consiglio comunale e non ho responsabilità nè competenze specifiche per darle una risposta.
La piscina si farà?
La città la merita, si deve fare.
Politiche sociali: chi gestirà i 76mila euro destinati al centro per le donne maltrattate previsto nei locali comunali all’Ice Snei?
Anche per questo una risposta la deve chiedere agli amministratori e non al presidente del consiglio comunale.
Se non sa chi gestirà questi soldi almeno non crede che tale cifra poteva essere spesa - con tutto il rispetto per le donne maltrattate - per un centro di più grande ‘utenza’?
Questo è un problema serio che molte volte sfugge ai più perchè le donne soffrono in silenzio ed emergono solo i casi in cui le situazioni sfociano in violenza che si manifesta con gesti eclatanti come il caso della donna ferita a colpi di pistola dal marito. I nostri servizi sociali sono un fiore all’occhiello dell’amministrazione e se hanno fatto tale scelta hanno sicuramente cognizione della dimensione del problema che molte volte è coperto anche da norme sulla privacy.
Sui regolamenti 328 si sta giocando una partita cruciale per questa amministrazione?
Non mi risulta.
Come vanno i rapporti col sindaco e col vicesindaco?
Ottimamente.
Ci svela cosa è successo la notte prima della presentazione delle liste e perché Lei ed il suo schieramento non avete sostenuto il centrodestra? Ve ne siete andati o vi hanno ‘cacciato’?
Questa è una favola metropolitana strumentalizzata per un fatto elettorale. Noi abbiamo fatto una scelta consapevole, ora non ci sono elezioni e pensiamo al bene ed ai bisogni della città.
Come si fa a prendere quasi 900 voti nel 2004 e quasi mille nel 2009?
Devo dire che per me è un carico di responsabilità enorme che esercito cercando di rappresentare ciascun cittadino e la riconferma elettorale ne è la riprova.
Lei è consigliere comunale dal ‘94: in 17 anni di attività politica cosa ha fatto per la città di Acerra?
Quando si siede nei banchi del consiglio comunale nessuno dei 30 può avere l’arroganza di dire di aver fatto tutto da solo.
Già intravede il suo erede per quando Lei diventerà sindaco, consigliere regionale o parlamentare?
Il mandato di consigliere comunale e presidente del consiglio è ancora lungo. Pensiamo alla città.
In occasione del 150° dell’Unità d’Italia Lei ha pensato bene di donare una copia di Costituzione ai ragazzi che compiono 18 anni. Scelta da qualcuno criticata. Che idea si è fatto?
Siamo stati lungimiranti, anche se questa iniziativa la presidenza del consiglio comunale l’aveva tenuta anche durante la passata amministrazione ed in continuità ha deciso anche di riproporla quest’anno. Aldilà delle celebrazioni che ci sono state anche ad Acerra (tante le iniziative promosse) per il 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, io penso che la classe politica debba tenere degli atteggiamenti consoni a quello che è il ruolo che rivestiamo, anche perché siamo comunque da esempio e da monito per tutti colo che covano e/o fomentano spinte separatiste. A volte si da peso alla forma quando penso che invece debba essere valutata la sostanza. Il che significa che i nostri ragazzi stanno ricevendo la Costituzione dalle istituzioni acerrane, che è un surrogato di principi da tenere sempre a portata di mano.
Lei è un giovane (anche se oramai navigato) esponente politico e la sua lista era formata nella sua stragrande maggioranza da persone giovani. Perché, invece, c’è sempre un maggiore distacco tra i giovani e la politica?
In questo momento la politica non sta dando un buone esempio ai giovani. Per uno come me di estrazione cattolica, l’unico esempio per i giovani è quello che viene dato dalla Chiesa, nella consapevolezza che la politica è laica ma con i cattolici che devono avere un ruolo: pertanto credo che gli unici esempi possibili, utili, siano quelli che provengono dalla Chiesa.
Politica o società civile?
Dobbiamo distinguere quando si parla di politica e quando si parla di amministratori: gli amministratori devono provenire dalla politica, devono avere una matrice politica, sempre.
Perché?
Perché la politica, nel senso più nobile del termine, non può che essere che la rappresentazione dei bisogni della gente. Quando iniziative, idee e progetti sono sostenuti dalla politica e dai partiti sono iniziative, idee e progetti che nel tempo trovano una ragione nel concretizzarsi. Quando invece sono idee e iniziative di tipo personalistico, logicamente trovano la loro fine, il loro termine, con la persona stessa. Io penso che invece i programmi debbano essere portati avanti dai partiti e dalla politica: solo così si potranno concretizzare nel tempo. Le faccio un esempio pratico: nel nostro (o qualsiasi altro) territorio sappiamo che per realizzare un’opera pubblica da quando la si mette in cantiere finchè non la si consegna dopo una serie infinita di passaggi burocratici passeranno almeno 7/8 anni. Logicamente se quell’idea progettuale di sviluppo del territorio come può essere il Piano Urbanistico Comunale o il restauro del Castello Baronale o la realizzazione della piscina non fosse condivisa dalla politica, nel momento in cui si cambia amministrazione viene meno la continuità di quell’idea perché il destino di quelle opere è legato al destino di una persona. Viceversa noi dobbiamo trovare sempre il modo di far diventare patrimonio della politica quelli che sono i bisogni di sviluppo di una città. Questa è la chiave di volta per stimolare i giovani ad avvicinarsi alla politica. I giovani devono essere messi nella condizione di consapevolezza che se vogliono che la propria città cambi e migliori si devono avvicinare alla politica portando il proprio contributo e riuscendo a convincere gli altri che il loro proposito è un proposito utile, avendo la capacità di far metabolizzare agli altri quello che è il loro pensiero perché la politica quando sfocia nell’arroganza personalistica di portare avanti un’idea non è più politica.
E che cos’è, dunque, la politica?
La capacità di persuasione degli altri ‘colleghi’ politici. Solo se passiamo dalla pratica della forzatura alla pratica della persuasione troviamo un senso nel fare politica. Perché la politica non può essere intesa come l’arte dell’arroganza o della supremazia, ma l’arte del persuadere chi la pensa in modo diverso recependo ciò che dice l’altro rispetto alla propria impostazione ideologica.
achitala













