Ci vogliono spalle grosse per gestire il dopo. Piano Urbanistico Comunale, Piscina, Fondi per il Comune, Stazione Unica Appaltante, Rifiuti e Misia, sono solo alcuni dei problemi lasciati in eredità dall’amministrazione targata Tommaso Esposito, all’attuale Commissario Prefettizio Marcello Fulvi, spedito in città per ‘governare’ il traghettamento della comunità acerrana, fino alle prossime elezioni amministrative, previste per la primavera del 2012.
Compito dell’ex questore di Roma, specializzato nell’antiterrorismo e coordinatore (per la sicurezza) di eventi di levatura internazionale, è gestire l’ordinario, contando sulla collaborazione di uno stuolo di dirigenti e, avendo i poteri del sindaco, della giunta e del consiglio comunale. Al primo incontro con la stampa, il prefetto Fulvi ha manifestato la sua grande voglia di fare, sapendo bene comunque, che dieci mesi (vacanze a parte), sono certamente poca cosa per completare un progetto, che rischia di divenire un aborto, non certamente per colpa sua, ma per demerito dei suoi dirigenti, alcuni dei quali compaiono in alcune attività d’indagine di polizia e carabinieri. Tuttavia, il prefetto Fulvi (romano, ma di fede laziale), ha dato l’impressione di essere determinato (ed anche abbastanza testardo, ndr), ma la scarsa esperienza amministrativa non giova a suo favore. Questo non significa che lo stesso non sia in grado di ‘governare’ la città, ma che governerà navigando ‘a vista’, fidandosi degli attuali dirigenti dell’ente di viale della Democrazia, che almeno fino ad ora non sono stati brillanti.
Comunque barra avanti e forza tutta, nel segno della continuità, sposando progetti che almeno fino ad ora non hanno dato i frutti sperati e che hanno creato non pochi problemi sia all’esecutivo targato Marletta sia a quello capitanato da Tommaso Esposito, che è stato praticamente smentito dal prefetto Fulvi, che non ha avuto remore nel sottolineare le mancanze e gli errori di chi ha governato la città prima di lui. Parole pesanti quanto un macigno, che necessitano di essere analizzate, ma che comunque fanno tremare più di qualche personaggio della vecchia amministrazione, che ha sempre affermato di aver dato il massimo nell’interesse della città.
Nei giorni scorsi, i rappresentanti di alcune associazioni ambientalistiche hanno avuto un faccia a faccia con il prefetto Fulvi, mettendo in luce le loro perplessità e puntando l’indice su alcuni cronici problemi ambientali di questo territorio, dove purtroppo ci sono discariche che da anni attendono di essere bonificate. Per citarne alcune (al fine di permettere all’illustre ospite di fare una visita per rendersi conto della realtà dei fatti) basterà visitare la mega discarica di località Calabricito, posta a confine tra Acerra e Maddaloni, dove nel lontano 1995, gli uomini del commissariato di polizia rinvennero rifiuti d’ogni genere, che purtroppo sono ancora là, sotterrati sotto una coltre di terreno, dove si è continuato a bruciare rifiuti pericolosi e forse tossici e nocivi. Andando avanti, c’è poi la discarica di località Curcio, dove da decenni sono interrati fusti di rifiuti tossici e nocivi, materiale tossico e nocivo, parte di quale proveniente dall’industria Fresal di contrada Gaudello. Mi fermo qua, ma c’è necessità di ricordare che purtroppo in questa città esistono pozzi artesiani (utilizzati per l’irrigazione dei campi) sotto sequestro, che purtroppo vengono sistematicamente impiegati.
Sulla questione ambientale c’è poco da stare allegri, anche se almeno per quanto il nuovo numero uno di viale della Democrazia, sembra orientato ad un confronto e non allo scontro. E per questo dire: “Tra enti ci si parla, le soluzioni vanno trovate d’intesa tra tutte le parti coinvolte, non agendo militarmente. ItalAmbiente va svuotata e vanno fatti controlli”. Poi passa ad elencare le sue priorità: “Portare avanti quello che già c’è, a partire dalla differenziata. Se priorità deve essere allora occorre essere conseguenti, magari arrivando anche a proroghe di contratti o a un surplus di lavoro per i vigili o ricorrendo agli straordinari”. Continuando: “Risparmieremo da qualche altra parte”.
Propositi certamente eccezionali, se ci trovassimo almeno ad un decennio fa, quando la politica acerrana, avviò la raccolta differenziata con il ‘porta a porta’ ingolfando l’organico degli addetti all’igiene urbana (grazie all’aiuto del commissario Giulio Facchi), fino a farlo diventare un esercito di 108 unità, divenute dopo un decennio 106, che costano poco più di 5 milioni all’anno (solo per stipendi e contributi). Quasi certamente il Prefetto Fulvi (che dopo la questura di Roma ha diretto la prefettura di Sassari), non sa che da anni la comunità acerrana paga per un servizio (quella della raccolta differenziata) senza che questo viene espletato, nonostante negli Stir rispetto a un anno fa continuano ad essere conferite 80 tonnellate giornaliere di munnezza. Così come lui non sa che in questa città, la ‘politica’, con l’avallo dei funzionari si sono inventati gli ‘ecovolontari’, pagandoli con denaro pubblico e trasformandoli in operatori con contratto di ‘work-esperience’, spendendo cosi una valanga di soldi pubblici, i cui atti meritano di essere sottoposti all’evidenza del dottore Giordano, funzionario della Ragioneria dello Stato, giunto ad Acerra per fare le pulci ai conti della città. In questo caso, oltre a violare la legge, si è abusato della dignità umana, visto che sono venuti alla luce cosi sospetti casi di ‘familismo amorale’, ovvero di legami tra una nutrita pattuglia di sedicenti ecovolontari e politici e dipendenti comunali. Altro che macchina perfetta, altro che sistema a pieno regime, dopo quattro mesi siamo appena al giro di boa e passato l’entusiasmo ed i necessari controlli, si rischia di tornare al punto di partenza. Comunque, solo per notizia, nel lontano 2001 (quindi 10 anni addietro), la comunità acerrana riuscì dove altri non c’erano ancora arrivati, raggiungendo risultati entusiasmanti nella raccolta differenziata. Per vertenza ‘Misia’ (un carrozzino che volevano far diventare un carrozzone - secondo Tommaso Esposito), non ci sono speranze di assunzione per i sei addetti al parcheggio, soluzione questa paventata dallo stesso ex sindaco.
Il Prefetto Fulvi è stato chiaro e lapidario, chiarendo che i vertici dell’ente comunale, nel provvedere alla stabilizzazione dei 47 Lsu, hanno fatto più di quanto dovuto, visto che la legge limita le neo-assunzioni ad una percentuale dei 20% delle unità andate in pensione. Sulla vicenda PUC, ovvero il piano urbanistico Comunale, il Commissario Prefettizio ha promesso interventi incisivi, all’indomani dell’arrivo dei famigerati pareri tecnici sovra comunali, che da tempo s’attendono. Un eccellente proposito, destinato a restare comunque tale, visto che sulla ‘querelle’ del piano urbanistico comunale sono cadute due amministrazioni comunali e già un altro prefetto ha tentato (inutilmente, ndr) di metterci mano, con scarsi risultati. In ogni modo, l’impegno formale del massimo rappresentante di viale della Democrazia sarà quella di leggersi la ‘famigerata relazione’ dell’urbanista Benevolo e poi di quella redatta da Miano, che alle casse comunali è costata poco meno di 50mila euro, cercando d’informarsi sui retroscena di questi ambiziosi progetti, che legano con un unico filo politici, tecnici ed affaristi, alcuni dei quali, puzzano di camorra. Concludendo, c’è la necessità per il prefetto Fulvi, di una pausa di riflessione, una fermata necessaria per evitare errori ovvero sbagli, che qualcuno potrebbe fargli volutamente commettere abusando della sua disponibilità, della sua voglia di dare ad una realtà sociale, che da circa un decennio è ostaggio di una gestione clientelare affaristica.
Nino Pannella
Le interviste del Gazzettino Locale













