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Ultimo aggiornamento20 mag 2012

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Le riflessioni di Mediceo

"La rivolta dei ciclamini"

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Gli accadimenti che in questi giorni stanno sconvolgendo il mondo arabo, le rivolte popolari che hanno contagiato le piazze della Tunisia, di Rabat e in altre citta’ del Marocco, dello Yemen, del Kuwait, del Bahrein, in Iran, e alla cacciata di Hosni Mubarak in Egitto, sino alla tragedia del popolo Libico massacrato dal nefasto , delirante ancorché ipocondriaco rais Gheddafi, non possono lasciarci indifferenti in quanto una umanità sebbene lontana da noi, nemmeno poi tanto lontana, ormai stufa della miseria materiale e morale in cui le oligarchie al potere l’hanno costretta per tanto tempo, scende in piazza e reclama diritti essenziali di libertà, di democrazia, di lavoro.

“La rivolta dei ciclamini” così definita dagli oppositori del dittatore Tunisino Ben Ali ha la sua genesi nel gesto estremo di protesta , il suicidio di un giovane diplomato universitario, venditore senza permesso di frutta e legumi, cui era stata confiscata la mercanzia da una guardia.

Da questi moti, è partita come un effetto domino la rivolta in così tanti stati arabi, veicolata dai mezzi di comunicazione, dalla rete di internet, in un crescendo che ha visto cadere le prime tirannie, con manifestazioni di popolo, ed ecco la novità, non più guidate dai mestieranti religiosi, da oltranzisti islamici,senza bandiere e vessilli dell’odiato nemico imperialista e occidentale da bruciare, ma al grido di libertà democrazia, lavoro.

Un bisogno irrefrenabile di Democrazia, di lavoro ,di governi seri che si occupino dei bisogni più elementari della gente.

Soprattutto giovani donne, diplomati, laureati, disoccupati ecco chi sono i capi di queste rivolte, a noi non sembra poco, proprio perché queste nuove generazioni lottano per un futuro di donne e uomini liberi.

A questi giovani che sebbene non conosciamo, ma che sentiamo vicini nel villaggio globale, auguriamo loro di vincere per affrancarsi definitivamente dalla miseria, dalla fame, dalle tirannie.

Ci auguriamo che in queste ore, le agenzie di stampa divulgano la notizia della fine del genocidio in Libia, con la cacciata del rais Gheddafi, cosi che quelle popolazioni possano intravedere un futuro da costruire, UN FUTURO.

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La politica nella nostra città sembra ferma, non promuove sbocchi significativi alla crisi determinatasi con la cacciata dei due assessori dissenzienti.

Sembra di assistere a quelle noiose partite di calcio inchiodate sullo zero a zero, dove lo stacco dell’intervallo animato da fiumi di pubblicità, rappresenta lo svago lieve e passeggero alla noia.

Infatti nel mentre si aspetta che qualcosa di definitivo sia detto sulla vicenda politico amministrativa acerrana, i partiti di maggioranza inondano i muri della città di manifesti, che pochi leggono e che molti ignorano, raccontano in modo diverso eppure eguale le solite litanie. Sembra la promozione pubblicitaria del proprio prodotto, ma che non convince e anzi alimenta numerosi interrogativi.

Se amministrare vuol dire fare, ebbene a costoro si chiede cosa è stato fatto di tangibile di visibile in questo tempo? Forse l'affannarsi a scaricare sugli altri le proprie inefficienze, la propria mediocrità, cela un disegno più subdolo di alterare l'attuale quadro politico, nella speranza di ripetere l'antico giochino tutti a casa, poi si vedrà!!!

Pensiamo che la gente di Acerra sia stufa di vivere l'emergenza rifiuti, sia stufa di una città degradata, sia stufa di un traffico soffocante, sia stufa di recarsi altrove per poter trascorre momenti di svago, sia stufa di essere sottoposta al salasso delle bollette e forse sia stufa della politica.

Vorremmo ricordare a lor signori che hanno ricevuto la fiducia dai cittadini per governare la città, per affrontare e cercare di risolvere le tante emergenze, per far crescere il tessuto sociale, economico e culturale dell'intera collettività.

Se vi ritenete capaci di ciò allora dimostratelo con i fatti, tertum non datur . i cittadini giudicheranno.

 

(dal numero cartaceo di Febbraio 2011)

di MEDICEO


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