Quello che sta accadendo nel palazzo del governo cittadino,da qualche settimana a questa parte ha, dal punto di vista politico, dell'incredibile.
Una vera e propria fuga di massa dalla maggioranza, con la giunta comunale che di fatto si è auto-azzerata, lasciandolo il Sindaco solo al suo destino. Un turbillon o per dirla a modo nostro una giostra che gira vorticosamente e che se non fermata in tempo provocherà danni irreparabili,
Una coalizione destinata al governo della città, ma che dopo due anni, dà di se un simile spettacolo è veramente avvilente.
Al di là delle solite lamentele di routine, che ormai non convincono nessuno, sulle difficoltà dei più a rapportarsi con il Sindaco che sembrerebbe diventato di punto in bianco autoritario, decisionista, e/o poco incline “all'ascolto???” , c'è un comune denominatore che spinge questi signori ad assumere decisioni di simile gravità.
Ed è quello che un tempo si definiva qualunquismo e che oggi si trasforma in un personalismo esasperato ed esasperante che travalicando le ragioni di appartenenza politica, di costume partitico, di coerenza con gli impegni presi con i cittadini,affonda nel terreno paludoso della ripicca, del dispettuccio, del trabocchetto, dello sgambetto perchè si pretende visibilità e non solo , in ragione del pacchetto di voti che si rappresenta.
Una auto referenzialità vuota che alla luce dei fatti non è capace di produrre progettualità, idee, azioni,nell'interesse supremo di chi si rappresenta, ma capace questo si, di avanzare richieste le più balorde, le più impensabili.
E allora si torna al punto di partenza, la genesi della perenne crisi politica ed amministrativa di questa città sta nel come si seleziona una classe politica capace di affrontare i gravosi ed irrisolti problemi in cui annaspa la nostra comunità.
Ci siamo domandati spesso se l'attuale consiglio comunale rappresenti davvero gli interessi della città, le diffuse aspirazioni di larga parte dei cittadini, la ansie delle nuove generazioni, le preoccupazioni delle madri e delle mogli per l'incerto futuro dei mariti e dei figli, le preoccupazioni per la qualità dell'aria, della vivibilità delle nostre strade ecc...e non siamo i soli a constatare ad esempio che nessuna donna siede in consiglio comunale e solo una è assessore in giunta.
In questo desolante quadro, da cui l'opposizione non è esentata, non ci scandalizziamo più di tanto se capigruppo, assessori, segretari di partito, per ripicca per dispetto sono pronti, in ragione del qualunquismo che li contraddistingue, a tradire se stessi.
Il Sindaco dovrà giocoforza affrontare senza tentennamenti, questa bufera, prevediamo che l'impresa sarà impossibile, sperando ovviamente di sbagliare.
Ma una cosa è certa, se vengono meno i presupposti per un rilancio programmatico dell'attuale maggioranza allora senza tentennamenti si licenzi questa esperienza.
Tentennare sperando di salvare il salvabile non giova alla città.
Bisogna lavorare a che si formi una classe politica dirigente all'altezza dell'arduo compito di amministrare Acerra nell'interesse diffuso della città e non già di quello individualistico e qualunquistico che cosi gravi danni ha arrecato ed arreca alla credibilità della politica.
(dal numero cartaceo di Aprile 2011)
mediceo













