Acerra,!!! In questo tempo post Esposito, si susseguono le esternazioni dei partiti locali, sulle ragioni che hanno portato ancora una volta la città ad essere commissariata per un lasso di tempo cosi lungo.
Le responsabilità, come sempre accade in questi casi, si rimpallano tra gli artefici dell’ennesimo disastro politico e tra questi e l’opposizione, che cercando il maggior profitto politico , non lesina bordate alla ex maggioranza.Il tutto nel consunto copione di una rappresentazione della politica, di una certa politica, oramai monotona e noiosa, fine a se stessa, autoreferenziale!!Non sono da meno le liste e listarelle fai da te che puntuali spuntano alla vigilia delle elezioni, allo scopo di assicurare alle combriccole che ne sono a capo un potere contrattuale, “do ut des”, che nulla ha a che fare con gli interessi generali della città.Nel blaterare inconcludente di questi giorni si scorge, seppure in forme embrionali, ( il dibattito avrà tempi lunghi da qui fino ad arrivare alla data delle prossime consultazioni), in settori attualmente minoritari delle sezioni partitiche locali, il tentativo di fare una forte ed esplicita autocritica, che metta in discussione le oligarchie che fin qui hanno retto le sorti politiche e amministrative in città, con i risultati che tutti noi conosciamo.
E’ evidente, alla luce dell’ennesima crisi amministrativa,che il sistema partitico proposto in questa città, e i modelli di riferimento che ne sono conseguiti, non riesce ripiegato com’è su se stesso, a proporre credibili alternative di cambiamento culturale, sociale, amministrativo, che nel sentire comune è oramai indispensabile ed urgente.A nostro avviso è giunto il momento di fare chiarezza, di tenere cioè distinta la competizione politica generale (elezioni del parlamento, elezioni regionali ecc.) da quella prettamente amministrativa, quest’ultima seleziona una classe dirigente che deve gestire al meglio, compatibilmente con le risorse economiche che si ritrova, il proprio territorio.Il solaio di un edificio scolastico pericolante, il traffico cittadino causato da interminabili soste ai passaggi a livello, la strada lorda di immondizia, la periferia degradata, il centro antico perlopiù marcescente, ecc. sono problematiche di sinistra, di destra, di centro?Una macchina comunale che stenta nell’efficienza, un territorio inquinato e declassato a pattumiera dell’intera provincia, edifici e piazze poco e male manutentati, il decoro della città e dei suoi punti più rappresentativi, sono tematiche esclusive della destra, del centro o della sinistra?E’ del tutto evidente che le distinzioni politiche, le differenze ideologiche, nulla hanno a che fare con la ordinaria e buona amministrazione di un paese, di una città di una comunità.
Queste distinzioni sebbene normali nell’ambito di un dibattito politico generale, dove il confronto si sviluppa sul tipo di governo di una nazione e sulle impostazioni generali che la legislatura dovrà assumere , dovrebbero diventare in periferia e soprattutto nella periferia in cui viviamo, meno evidenti atteso che nell’ambito nostro, non si riesce neppure a tenere pulita una strada.Occorre che il cittadino, assuma la consapevolezza di essere insieme agli altri proprietario di un pezzettino della sua città, e come tale quando si reca a votare per eleggere l’amministratore (Sindaco) del suo paese non si faccia confondere da stereotipi politici obsoleti, ma scelga chi davvero ha capacità e cultura amministrativa, chi davvero ha in animo di promuovere gli interessi della collettività.
Qualcosa sotto questo aspetto sta maturando, notizie di giovani e meno giovani,donne e uomini di diversa formazione culturale, di diversa provenienza politica, di diverse storie personali, stanno cercando, nella evidente diversità formativa che li contraddistingue, di realizzare una piattaforma comune che susciti entusiasmo tra i giovani, che coinvolga le donne, che attragga cittadini comuni di qualsiasi estrazione sociale e politica, che rimetta Acerra in movimento!La nostra convinzione e che Acerra non può abbandonarsi alla deriva della indifferenza, siamo convinti che la strada del cambiamento sarà irta di ostacoli e di trabocchetti, alla fine però la storia sarà premiante per chi saprà meglio interpretare le esigenze dei tanti cittadini di un buon governo della cosa e/o casa pubblica.
mediceo













