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Le riflessioni di Mediceo

Da gigante a pigmeo, lo strano destino di Espedito

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In queste ore, un fatto nuovo e decisamente dirompente è deflagrato sulla scena politica e amministrativa della città. È nota, e oramai resa pubblica, la relazione del dirigente dei servizi ispettivi di finanza pubblica, al servizio del Ministero dell’Economia e delle Finanze, relativa ad accertamenti ispettivi presso la Casa Comunale. Accertamenti eseguiti su disposizione della Ragioneria Generale dello Stato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Funzione Pubblica.

 

Il compito assegnato è stato quello di verificare l’insieme della gestione del personale alle dipendenze del Comune di Acerra. Le dotazioni organiche, conferimento di incarichi dirigenziali, i frequenti rapporti di collaborazione esterna, consulenti, le mansioni superiori, incompatibilità e cumulo di impieghi, la mobilità del personale, progressioni orizzontali e verticali dei dipendenti, incentivi e produttività, stabilizzazioni LSU, trattamento del salario accessorio dei segretari generali.
Insomma tutto quanto regolamenta e disciplina l’organizzazione del personale, i compiti e le funzioni degli stessi, il giusto salario, è stato posto dal funzionario sotto la lente d’ingrandimento, facendo data dall’anno 2004 sino ad oggi in relazione a quanto è disciplinato dalle leggi T.U.E.L. (Testo Unico Enti Locali) dai contratti collettivi per i dipendenti della funzione pubblica, le note chiarificatrici dell’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni).
In questo lasso di tempo ad Acerra si sono avvicendate due amministrazioni di centro sinistra, due Sindaci, il primo di Rifondazione Comunista, il successore del Pd.
L’accertamento si è concluso con una lunghissima relazione, ben 130 pagine!

 

Dall’analisi delle decine di atti amministrativi, delibere di giunta comunale, determine dirigenziali, decreti sindacali, il relatore ha riscontrato, con puntuale e circostanziata motivazione, che alcuni provvedimenti adottati non risultano legittimi e conformi alle norme legislative e regolamentari che disciplinano l’insieme di questa materia. Insomma tutta la copiosa attività svolta in questo settore dalle due ultime amministrazioni è stata inesorabilmente bocciata. Per questioni di spazio e per non appesantire oltremodo queste nostre riflessioni, evitiamo di dilungarci oltre nella disamina di quanto relazionato dal funzionario ispettore: chi avesse voglia e tempo di leggere le carte (il cui contenuto è ampiamente riportato nelle pagine di questo numero) si renderà perfettamente conto delle responsabilità in capo agli amministratori e alla struttura burocratica del Comune.
Cosa accadrà non lo possiamo sapere, vedremo l’evolversi dei fatti. Ma ricordiamo, e ricorderete con me, la campagna elettorale che vide eletto il sindaco di Rifondazione, presentato dai più come una persona intelligente e capace, esperto di cose amministrative e quindi adatto a raddrizzare la macchina burocratica; peccato che le azioni poste in essere dal sindaco, nel corso di quella consiliatura siano state dettate da un crescendo di supponenza tale da ritenersi un gigante di intelligenza rispetto a una pletora di pigmei! Infatti, contravvenendo ai principi ispiratori suoi e del suo partito ebbe a privatizzare la gestione dell’acqua e grazie alle sua capacità nominò ai vertici della struttura comunale, a mò di re Artù, consulenti e dirigenti tutti rigorosamente forestieri, non trovando alcuna resistenza o contrapposizione da parte del consiglio comunale, della giunta nè dai partiti di opposizione.

 

Il suo successore, non avendo dimestichezza con le cose amministrative si è adeguato a ciò che ha trovato, rinunciando come per scelta a comprendere le tecniche di governo di una struttura complessa come quella comunale. Forse quando si è reso conto di non essere all’altezza, che il compito era arduo, ha lasciato.
Nel prossimo mese di maggio, salvo sorprese dell’ultima ora, i cittadini acerrani saranno chiamati ad eleggere un nuovo Sindaco e un nuovo Consiglio Comunale.
L’auspicio è che sia rinnovata finalmente la classe politica di questa città, di destra di centro di sinistra; un rinnovo che non potrà prescindere dalla relazione ispettiva del funzionario Ministeriale, rispetto alla quale l’intera classe politica uscente dovrà necessariamente lasciare spazio a giovani uomini e donne forieri di entusiasmo, di creatività, di passione e di competenza, per il riscatto e il rilancio di queste terre. Il mese di maggio, mese delle rose, rappresenterà senz’altro la primavera della politica ad Acerra, ammantata di rose senza spine… almeno questo è l’auspicio.

 

di mediceo
(dal numero cartaceo di gennaio 2012)


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