Un osservatore poco attento non avrebbe difficoltà nel definire Acerra come una gabbia di scimmie squilibrate che passano le loro giornate a saltellare spasmodicamente tra la ricerca di una banana e quella del prossimo pidocchio da strappare alla cute natia; in linea di massima sarebbe anche difficile dargli torto, ma, ahimé, occorre tirar fuori un po' d'amor proprio e cercare una giustificazione, o, nel caso in cui questa sia più da inventare che da trovare nella realtà, cercheremo almeno, in questa sede, di analizzare i vari comportamenti cerrani come schizzi d'arte, parti d'un ingegno tanto incompreso quanto talvolta incomprensibile, espressioni di menti ed anime tanto evolute da non voler altro che un superamento del senso, quale unica manovra disponibile per potersene trovare uno tra le mani.
Indicheremo dunque di seguito, a quell'osservatore casuale che ha deciso di etichettare i nobili abitanti di questa città con l'infamante marchio della follia da zoo, i punti corretti dai quali far partire lo sguardo, quella prospettiva che può donare una luce diversa alle esternazioni ed ai moti di puro spirito che ogni cerrano si concede usando spesso uno scolapasta, - più che il raziocinio - come filtro per tutte quelle energie che gli scorrono all'interno.
Sappia innanzitutto, signor osservatore, che non c'è proprio nulla di male se può capitare di assistere - o meglio, di ritrovarsi - ad una rissa alle poste, in farmacia o al supermercato; spesso in un popolo dal grande temperamento le parole non valgono la pena d'essere pronunciate: sono depositarie di invidie, di cazzimmàte, e, fondamentalmente, sono fatte per essere fraintese. Non si stupisca dunque se qualcuno decida di tagliar corto e di dar voce alle mani, nonostante lei si trovi in fila da due ore e mezza per pagare una bolletta o per comprare il pane; quella vecchietta «tene 'a pressiona», pare ovvio che tocchi a lei passare per prima.
Sappia inoltre che non c'è assolutamente bisogno di scandalizzarsi se le capita di scorgere quattro o più ragazzi a bordo di un ciclomotore: per quanto la sua logica forzatamente bigotta le imponga i paraocchi e le indichi di giudicare negativamente tutto che le si para innanzi, deve sapere che i nostri ragazzi sono addestrati fin dalla più tenera età a superare le avversità della vita quotidiana cerrana; quale, in questo caso, un servizio bus non proprio impeccabile che spesso fa loro perdere appuntamenti di indubbia importanza; dunque questi giovani sanno già di dover correre ai rimedi, ideando soluzioni autonome capaci di garantire, oltretutto, la difficile unione di utile e dilettevole.
Sappia infine - anche se probabilmente avrà già capito - che non c'è tanto bisogno di ostinarsi nel dire che non è così se invece per un cerrano lo è: sarebbe come cercare di spegnere un incendio col fuoco, o peggio, sarebbe come prendere fuoco. Probabilmente perché secondo un cerrano non è plausibile che ci sia qualcuno - specie un altro cerrano - meglio di sé, o perché, molto più semplicemente, un cerrano che viene messo nel torto tende ad innervosirsi, e se un cerrano s'innervosisce dà fuoco alle cose. Stavolta potrebbe non esserci una vera e propria spiegazione scientifica a questo risultato, ma diamine, signor osservatore: dobbiamo proprio spiegarle tutto?!
Enzo Sibilio













