Questa settimana ho deciso di scrivere di una bella commedia italiana e magari tra qualche mese si riuscirà a capire anche il perché.
Roma dei giorni nostri. Rosalba (Nicoletta Romanoff) ama il duro e burbero Danilo (Filippo Nigro), che è in carcere per omicidio.
Decide di scrivergli una lettera al giorno ma non ne è capace e chiede aiuto all’amica Katia (Cristiana Capotondi). Quest’ultima, costretta sulla sedia a rotelle dalla distrofia muscolare, nello scrivere d’amore tutti i giorni al fidanzato della compagna nonché vicina di casa, se ne innamora.
Liberamente ispirato a una storia vera, “Dalla vita in poi” risulta essere un piacevole e spassoso film che però riesce a indirizzare lo spettatore su importanti tematiche, senza peccare mai di banalità o di cattivo gusto.
Il film porta la firma intelligente ed esperta di “penna “e “macchina da presa” di Gianfrancesco Lazzotti e vede un ottimo cast (Carlo Buccirosso nelle vesti del direttore carcerario e un ottimo Pino Insegno che convince nei panni di una guardia “sfreggiata”) interfacciarsi armonicamente in un buon equilibrio tra recitazione e scrittura.
Alla vigilia del San Valentino, pensate sia possibile, come accede nel film, innamorarsi attraverso una conoscenza rigorosamente epistolare senza aver mai visto in faccia la persona amata?
Giuseppe Alessio Nuzzo
Direttore Artistico Social World Film Festival
www.socialfestival.com
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.










